INFEDELTA’ CONIUGALE – RACCOLTA PROVE

  • Investigazioni in tutta Italia
  • Prove valide in giudizio
  • Massima riservatezza

Investigazioni matrimoniali necessarie alla tutela del rapporto coniugale attraverso la raccolta di prove circa l’infedeltà del coniuge.

Si acquisiscono elementi probatori utilizzabili nella fase legale, cioè in caso di successiva separazione e divorzio.
 

Per quali finalità si richiede

  • Rilevare elementi di prova circa l' infedeltà coniugale del partner
  • Controllo abitudini e frequentazioni del coniuge

Analisi del caso

Il confronto con il cliente consente di raccogliere quante più informazioni possibili relativamente alle abitudini e alle inclinazioni della persona da sottoporre a controllo investigativo circa la presunta infedeltà coniugale.

Fase Investigativa

I casi di infedeltà coniugali necessitano di un attenta disamina da parte dell’investigatore al fine di ottimizzare le indagini matrimoniali e reperire elementi di prova inconfutabili.

Esito indagini matrimoniali

La relazione rilasciata al cliente è profilata per un uso legale ed è estremamente dettagliata e precisa, riepilogando in modo analitico gli elementi emersi dalle investigazioni effettuate e mettendo in luce i comportamenti infedeli del coniuge.


ADDEBITO DELLA COLPA NELLE SEPARAZIONI

La violazione dell'obbligo di fedeltà (sancita dall’art. 143 c.c.), che ha determinato la crisi e la conseguente rottura del menage coniugale, determina la possibilità dell'addebito della separazione a carico del coniuge reo dell’avvenuta infedeltà coniugale.
Il dispositivo dell'art. 143 Codice Civile sancisce che “con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”.

CHIARIMENTI NORMATIVI

La Sentenza della Cassazione Civile n. 5090 sez. I, 12.03.2004 ha chiarito che la separazione con addebito grava sul coniuge che abbia violato i doveri sanciti dal contratto di matrimonio qualora la sua condotta abbia contribuito a rendere intollerabile la convivenza (e non solo, anche quando abbia recato grave pregiudizio all'educazione della prole). La pronuncia di addebito comporta la perdita del diritto al mantenimento, del diritto all'assistenza previdenziale e dei diritti successori in capo al coniuge "colpevole". A quest'ultimo spetteranno eventualmente gli alimenti, ove ne ricorrano i presupposti (art. 438 c.c.).

Sempre in tema di separazione coniugale la Cassazione Civile (sez. I, 28 settembre 2001, n. 12130) ha altresì specificato che la pronuncia di addebito non può fondarsi sulla sola violazione dei doveri che l'art. 143 c.c. pone a carico dei coniugi: infatti è necessario accertare se tale violazione, nel nostro caso intesa innanzitutto come infedeltà coniugale, abbia assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale, ovvero se essa sia intervenuta quando era già maturata una situazione di intollerabilità della convivenza. Pertanto, in caso di mancato raggiungimento della prova (aggiungiamo assunta anche attraverso l’ausilio di un’attività investigativa privata) che il comportamento contrario ai doveri nascenti dal matrimonio tenuto da uno dei coniugi, o da entrambi, sia stato la causa del fallimento della convivenza, deve essere pronunciata la separazione senza addebito.

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