CONCORRENZA SLEALE

  • Investigazioni in tutta Italia
  • Prove valide in giudizio
  • Massima riservatezza

Investigazioni  mirate ad accertare comportamenti di concorrenza sleale da parte dei competitors rispetto alle regole del mercato, oppure a patti espressi che disciplinano la concorrenza.

Per quali finalità si richiede

  • Concorrenza sleale
  • Prova della violazione regole del mercato
  • Accertamento della violazione dei patti
  • Prove per risarcimento danni
  • Verifica atti denigratori
  • Antisabotaggio

Analisi del caso

Una analitica valutazione del caso di concorrenza sleale affidato, consente agli investigatori di Amicodetective di comprendere quali siano le presunte violazioni delle regole di mercato in tutte le loro molteplici sfaccettature.

Fase Investigativa

La parte operativa delle indagini viene eseguita con cura e competenza tecnica ed è protesa ad acquisire gli elementi di concorrenza sleale necessari al successivo utilizzo legale da parte del cliente.

Relazione al cliente

Non è superfluo sottolineare come sia di centrale importanza, in vista dei successivi iter giuridici complessi e delicati, che la relazione sia chiara ed esaustiva nel riportare tutti gli elementi di concorrenza sleale acquisiti.


ATTI DI CONCORRENZA SLEALE

Costituiscono atti di concorrenza sleale tutti quei comportamenti illeciti messi in atto dall’imprenditore al fine di acquisire indebite posizioni di vantaggio nei confronti dei propri competitor oppure per danneggiarli con l’obiettivo di incrementare il proprio profitto.

La concorrenza sleale, disciplinata dagli artt. 2598-2601 c.c., viene legalmente tipizzata in 4 categorie di atti:

atti di confusione, che si concretizzano principalmente nell’indebita utilizzazione di nomi e marchi appartenenti ad altri soggetti e/o nell’imitazione servile dei prodotti di altre aziende al solo fine di generare confusione ed incertezza nei consumatori;
atti di denigrazione, che si realizzano attraverso la diffusione di notizie e/o apprezzamenti malevoli relativi ai prodotti ed attività di un’impresa concorrente, la c.d. lesione della reputazione professionale;
atti di vanteria, che consistono nell’indebita appropriazione di pregi e qualità relativi ad attività e prodotti altrui;
atti contrari alla correttezza professionale, che vengono realizzati attraverso attività e comportamenti contrari ai principi fondamentali di correttezza e professionalità propri della categoria di appartenenza al solo scopo di danneggiare le aziende concorrenti.

PROVA DELLA CONCORRENZA SLEALE

Per gli atti di concorrenza sleale, anche se l’art. 2600 c.c. sancisce la presunzione di colpa a carico del danneggiante, è sempre necessario fornire la prova dell’effettivo danno subito, anche utilizzando criteri probabilistici (Cass. 15/11/1984 n. 5772) od anche semplici presunzioni, come dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 5848 del 08/03/2013: ”…il danno risarcibile a norma dell'art. 2043 cod. civ. è il danno - conseguenza patrimoniale; occorre provare che detta lesione abbia cagionato una perdita patrimoniale, senza la quale il risarcimento manca di oggetto. (Cass. 6507/01; Cass. 20120/09). A tal fine è necessario provare la gravità della lesione e la non futilità del danno, da provarsi anche mediante presunzioni semplici, fermo restando, tuttavia, l'onere del danneggiato di allegare gli elementi di fatto dai quali possa desumersi l'esistenza e l'entità del pregiudizio (Cass. 2226/12)”.

TUTELA IN CASO DI CONCORRENZA SLEALE

In caso di accertata concorrenza sleale, è possibile richiedere ed ottenere il risarcimento dei danni subiti, nel duplice aspetto del lucro cessante, ad esempio la concreta diminuzione del profitto, e del danno emergente, ad esempio le spese sostenute proprio per accertare gli atti di concorrenza sleale.

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